Mutui, il calo dell’inflazione è una buona notizia per tassi fissi e variabili

Torna a scendere il tasso di inflazione in Italia e nell’Eurozona. Anche l’andamento nel medio termine – cinque anni – è in calo. Si tratta di una buona notizia per chi intende stipulare un mutuo a tasso fisso o anche a tasso variabile. Perché? Perché il costo della vita – cioè l’andamento dell’inflazione – è direttamente collegato al calcolo degli interessi.

Scrive Vito Lops su Il Sole 24 Ore:

I tassi dei prestiti, mutui inclusi, si adeguano all’andamento dell’inflazione. I mutui a tasso fisso si ottengono sommando allo spread deciso dalla banca (che dipende da logiche commerciali) l’indice interbancario Eurirs. Questo indice cambia di giorno in giorno, in funzione dell’evoluzione dei tassi. Quando diminuiscono le aspettative di inflazione, l’Eurirs scende.

E ancora:

Il rallentamento dell’inflazione però è una buona notizia anche per chi sta pagando (o generalmente è orientato verso) un mutuo a tasso variabile. Un’inflazione più bassa, infatti, complica il ruolo della Banca centrale europea che è quello di far avvicinare le stime di medio periodo dell’inflazione al 2%. Più queste sono lontane dal 2% più è improbabile che la Bce alzi i tassi di interesse. E se la Bce non alza i tassi, l’indice Euribor (il parametro in base al quale si calcolano le rate dei mutui variabili) tende a restare piatto.

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