Liti fiscali, il contribuente non sempre ha ragione

I contenziosi tributari preferiti dai contribuenti italiani prendono di mira l’Agenzia delle Entrate nel 72% dei casi (dati 2016). Ma non sempre sortiscono l’effetto sperato. Su 318mila ricorsi davanti alle Commissioni tributarie provinciali (primo grado), il contribuente vince solo nel 31% dei processi.

Vittorio Cerdelli, sul Corriere di Brescia, dà prima una panoramica “spaventosa” sul valore delle liti fiscali pendenti in Italia per 107,2 miliardi di euro:

Alle commissioni tributarie provinciali risultano in giacenza a fine 2016 ben 318mila ricorsi per 36 miliardi, in quelle regionali (secondo grado) i 150mila ricorsi pendenti pesano per 29 miliardi. Nell’ultimo grado del processo, in Cassazione, ballano ricorsi per altri 42 miliardi di tasse. Per recuperare le imposte l’unica soluzione pare una sanatoria.

Quindi chiarisce l’esito dei processi di primo grado che normalmente riguardano Iva evasa o non versata del tutto, crediti d’imposta contestati, vecchi accertamenti.

Perché la sanatoria abbia successo, bisognerà prevedere uno sconto ai contribuenti che ne usufruiranno. Nel 2016, il 31% dei processi in Commissione tributaria provinciale ha visto infatti vincitore il contribuente, nel 44% dei casi ha prevalso l’ufficio pubblico e nel 25% dei casi rimanenti il giudizio è stato intermedio o si è chiuso con una conciliazione tra le parti.

Leggi l’articolo completo